Temperatura e umidità

Testo TEDESCO

Temperatur:

Anhand des Temperaturverlaufs kann abgeschätzt werden, wie ausgeprägt die aufbauende Umwandlung in der Schneedecke ist. Grundsätzlich gilt: Je höher der Temperaturgradient, desto ausgeprägter die aufbauende Umwandlung. Tageszeitliche Temperaturschwankungen dringen ca. bis 30 cm in die Schneedecke ein. Ist die Schneeoberflächentemperatur viel kälter als die Lufttemperatur, so war der Himmel bis unmittelbar vor der Profilaufnahme klar. Bei bewölktem Himmel gleichen sich diese beiden Temperaturen an. Ist die, der Schneedecke zugeführte Energie (Warmluft, Strahlung, Regen) genügend gross, so nimmt die ganze Schneedecke eine Temperatur von 0°C an. Dies ist typisch für die Frühjahrssmonate.

Feuchtigkeit:

Eine Schneedecke im Hochwinter besteht typischerweise aus trockenem Schnee, welcher sich nur mit Mühe ballen lässt und durch das ganze Temperaturprofil Werte kleiner als 0°C aufweisst (Code 1). Bei der ersten markanten Erwärmung durch zugeführte Warmluft, Strahlung oder Regen (normalerweise in den Frühjahrsmonaten), wird die Schneedecke von oben nach unten durchfeuchtet. Die Schneetemperatur erreicht dabei 0°C. Es wird zwischen den Feuchtestufen schwach feucht (Code 2), feucht (Code 3), nass (Code 4) und sehr nass (Code 5) unterschieden. Während sich in schwach feuchtem Schnee das Wasser noch nicht erkennen lässt, ist dies bei einer feuchten Schneedecke möglich (ev. nur mit Lupe). Der Schnee lässt sich in beiden Fällen gut ballen. In einer nassen Schneedecke lässt sich das Wasser gut auspressen (tropft). Sehr nasser Schnee ist wasserdurchtränkt (“Pflotsch”). Ab der Feuchte 3 kann frei zirkulierendes Wasser in der Schneedecke vorhanden sein. Dies ist besonders dann problematisch, wenn sich in der Schneedecke feinkörnige und/oder sehr harte Schichten befinden (Kruste, Eislamelle, Boden), welche als Stauhorizont wirken. Das Wasser fliesst dann der Schicht entlang ab und kann zum Festigkeitsverlust an der Schichtgrenze und somit zum Abgleiten des überlagernden Schnees führen. In Schneedecken mit einer schwachen Basis (d.h. grosse, kantige Körner in den unteren Schichten) führt freies Wasser ebenfalls zu einer markanten Schwächung.

Je feuchter die Schneedecke ist, desto eher können Nassschneelawinen auftreten. Eine heikle Phase, in der oft eine hohe Lawinenaktivität beobachtet wird, ist die erste Durchfeuchtung der Schneedecke am Übergang von der Winter- zur Frühjahrsschneedecke.

Testo ITALIANO

Temperatura

Seguendo l’andamento della temperatura è possibile stimare lo stato di avanzamento del metamorfismo costruttivo all’interno del manto nevoso. Sostanzialmente vale la seguente regola: quanto più è alto il gradiente termico, tanto più pronunciato sarà il metamorfismo costruttivo. Le variazioni di temperatura nel corso della giornata interessano solo i primi 30 cm circa del manto nevoso. Se la temperatura superficiale del manto è molto più bassa di quella esterna, significa che il cielo è stato sereno sino a poco prima del rilevamento del profilo. Se invece il cielo è stato nuvoloso, queste due temperature tendono a equivalersi. Quando l’energia trasmessa al manto (aria calda, irraggiamento, pioggia) è sufficientemente intensa, quest’ultimo presenta una temperatura di 0°C in tutto il suo spessore. Queste condizioni si verificano tipicamente nei mesi primaverili.

Umidità

In inverno avanzato, il manto è costituito tipicamente da neve asciutta, con la quale è molto difficile creare una palla di neve e che presenta una temperatura inferiore a 0°C lungo tutto il profilo (grado 1). Con il primo marcato rialzo termico causato dall’apporto di aria calda, dall’irraggiamento o dalla pioggia (normalmente nei mesi primaverili), il manto inizia a umidificarsi dall’alto verso il basso, mentre la temperatura della neve raggiunge gli 0°C. Si distinguono diversi gradi di umidità della neve: umida (grado 2), bagnata (grado 3), molto bagnata (grado 4) e fradicia (grado 5). Mentre nella neve umida (grado 2) non si può ancora rilevare la presenza di acqua, ciò è invece possibile (eventualmente solo con una lente d’ingrandimento) in un manto di neve bagnata (grado 3). In entrambi i casi, con la neve si possono agevolmente fare palle di neve. Nel caso di una coltre di neve molto bagnata (grado 4) è possibile far gocciolare l’acqua per compressione. La neve fradicia (grado 5) è impregnata d’acqua (“neve marcia”). A partire dal grado di umidità 3, all’interno della coltre di neve può essere presente acqua libera di circolare. Ciò risulta particolarmente rischioso quando all’interno del manto sono presenti strati a cristalli fini e/o molto duri (crosta, lamella di ghiaccio, suolo) che fungono da orizzonte di accumulo. In questo caso l’acqua scorre lungo lo strato e può causare una perdita di resistenza nell’interfaccia tra uno strato e l’altro e quindi un distacco della neve sovrastante. L’acqua libera provoca un netto indebolimento anche in un manto dalla base debole (formato cioè da grandi grani angolari negli strati basali).

Quanto più aumenta il grado di umidità del manto, tanto più alta sarà la probabilità che si verifichino valanghe di neve bagnata. Una fase critica, nella quale spesso si osserva un’intensa attività valanghiva, è la prima umidificazione del manto, che si verifica nel momento del suo passaggio da caratteristiche invernali a primaverili.

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