Interpretazione di un profilo stratigrafico

Testo TEDESCO

Härteverlauf:

Die verschiedenen Härten in der Schneedecke werden mit den blau (Rammprofil) und den grau hinterlegten Balken (Handprofil) dargestellt. Es ist leicht ersichtlich, dass das vorliegende Schneeprofil aus unterschiedlich harten Schichten besteht. Die untersten 60 cm bestehen aus mittelharten Schichten, die darauf folgenden 30 cm sind hart (Handhärte 4-5). Darauf liegen gut 30 cm sehr weiche Schichten (Handhärte “Faust”), welche von einer ca. 7 cm dicken, härteren Schicht überlagert werden. Zuoberst liegt weicher Schnee.
Schwache Schichten weisen typischerweise eine Handhärte von “Faust” (Härte 1) bis “vier Finger” (Härte 2) auf. Dieses Kriterium erfüllt eine dünne Schicht bei 55 cm und die vielen weichen Schichten von 85 cm bis 115 cm.
Besonders anfällig auf eine Bruchausbreitung sind Härteunterschiede zwischen zwei benachbarten Schichten von mehr als zwei Stufen der Handhärte. Dieses Kriterium wird bei den Schichtgrenzen bei 58 cm (von 2 zu 4-5) und 115 cm (von 1 zu 5) am deutlichsten erfüllt.

Kornform- und grösse:

Typische Schwachschichten bestehen aus Körnern, welche zumindest zum Teil durch kantige Flächen begrenzt sind. Im betrachteten Profil bestehen die oben erwähnten weichen Schichten hauptsächlich aus kantigen Kornformen. Neben dem Vorhandensein von Kanten, spielt auch die Korngrösse eine wesentliche Rolle. Je grösser der Durchmesser der Körner einer Schicht, desto geringer deren Festigkeit. Typische Schwachschichten bestehen aus Körnern, die grösser als 1mm sind. Dieses Kriterium lässt sich ebenfalls bei den Schichten auf 58 cm und 115 cm beobachten.
Schichten höherer Festigkeit bestehen typischerweise aus kleineren (≤ 1mm) und runden Kornformen. Diese sind im Profil zwischen 58 und 85 cm sowie um 120 cm zu finden.

Rutschblock:

Der Rutschblock ist ein Test zur qualitativen Beurteilung der Schneedeckenstabilität am getesteten Ort. Im vorliegenden Profil wurde auf der Schicht bei 115 cm mit der Rutschblockstufe 4 (beim 1. Sprung von oben mit Ski) der ganze Block ausgelöst. Die Gleitfläche war glatt. Die Rutschblockstufe 4 verweist auf eine mittlere Stabilität, wobei die glatte Bruchfläche und die Auslösung des ganzen Blockes auf eine gute Bruchfortpflanzung und somit auf eher instabile Verhältnisse schliessen lassen.

Die Erzeugung eines Bruches in der Schneedecke durch einen Wintersportler erfolgt in der Regel maximal bis in eine Tiefe von einem Meter. Durch grössere Zusatzbelastungen wie zum Beispiel einer grossen, aufgeschlossenen Gruppe, sehr viel Neu-/Triebschnee oder bereits abgleitende Schneemassen kann auch in tieferen Schneeschichten eine Auslösung erfolgen. Der letztgenannte Fall ist relativ häufig.

Temperaturverlauf:

Die rote Linie im Schneeprofil zeigt den vertikalen Temperaturverlauf in der Schneedecke sowie zuoberst die Lufttemperatur. Treten Temperaturgradienten (Temperaturunterschied pro Meter) von mehr als 5°C/m auf, so findet eine ausgeprägte aufbauende Umwandlung statt (hin zu kantigen Formen und Becherkristallen). Hat die Temperatur in der ganzen Schneedecke denselben Wert, was fast nur bei 0°C vorkommt, so ist die Schneedecke isotherm. Eine Schneedecke, die über die ganze Höhe 0°C aufweist (typisch im Frühjahr), ist schwach feucht bis nass. Ist die Schneetemperatur tiefer als 0°C, ist die Schneedecke trocken (wie im Beispiel).

Testo ITALIANO

Distribuzione della durezza

Le varie durezze all’interno del manto sono rappresentate dalla barra di colore blu (profilo penetrometrico) e da quella di colore grigio (profilo manuale). Come si può facilmente notare, il profilo preso in esame è costituito da strati di diversa durezza. I 60 cm inferiori sono formati da strati medio-duri, i successivi 30 cm da strati duri (grado di durezza del test della mano 4-5). Su questi strati poggiano circa 30 cm di strati molto soffici (grado di durezza “pugno”), ricoperti a loro volta da uno strato più duro spesso circa 7 cm. La parte superiore è formata da neve soffice.
Gli strati deboli hanno di norma un grado di durezza compreso tra “pugno” (grado 1) e “4 dita” (grado 2), un criterio che viene soddisfatto dallo strato sottile a 55 cm e dai numerosi strati soffici tra 85 cm e 115 cm.
I punti particolarmente soggetti a una propagazione della rottura sono quelli in cui la durezza tra due strati confinanti varia di oltre due gradi del test della mano. Questo criterio viene soddisfatto nel modo più evidente nelle interfacce a 58 cm (differenza da 2 a 4-5) e a 115 cm (differenza da 1 a 5).

Forma e dimensione dei grani

I classici strati deboli sono quelli costituiti da grani delimitati almeno in parte da superfici angolari. Nel profilo preso in esame, gli strati deboli citati in precedenza sono costituiti principalmente da grani sfaccettati. Oltre alla presenza di forme angolari, hanno un ruolo importante anche le dimensioni dei grani. Più aumenta il loro diametro, maggiore sarà l’instabilità dello strato che formano. I classici strati deboli sono costituiti da grani con dimensioni superiori a 1mm. Tale criterio può essere riscontrato anche negli strati a 58 cm e 115 cm.
Gli strati più stabili sono generalmente costituiti da grani più piccoli (≤ 1mm) di forma arrotondata che, nel profilo in questione, sono visibili tra 58 e 85 cm come pure intorno ai 120 cm.

Blocco di slittamento

Il blocco di slittamento è un test mirato a una valutazione qualitativa della stabilità del manto nevoso sul posto. Nel profilo preso in esame, l’intero blocco si è staccato all’altezza dello strato a 115 cm con il grado di carico 4 (ovvero al 1° salto con gli sci dall’alto). La superficie di slittamento era liscia. Nel test del blocco di slittamento, il grado di carico 4 è indice di una stabilità media, considerando che la superficie di rottura liscia e il distacco dell’intero blocco evidenziano buone condizioni di propagazione della frattura e quindi una situazione piuttosto instabile.

La rottura provocata nel manto da un appassionato di sport invernali non supera generalmente la profondità di un metro. In presenza di un sovraccarico maggiore, come per esempio quello esercitato da un gruppo di persone nutrito e compatto , da molta neve fresca/soffiata o da masse di neve già in movimento, il distacco può coinvolgere anche gli strati più profondi del manto. Quest’ultimo caso si verifica in modo relativamente frequente.

Andamento della temperatura

La linea rossa all’interno del profilo indica l’andamento verticale della temperatura nel manto e, in cima, la temperatura esterna. In presenza di gradienti termici (variazioni di temperatura per metro) superiori ai 5°C/m, la neve subisce un pronunciato metamorfismo costruttivo (trasformazione in forme angolari e cristalli a calice). Quando la temperatura è identica in tutto il manto, circostanza che si verifica quasi esclusivamente a 0°C, il manto ha raggiunto una condizione di isotermia. Un manto nevoso con una temperatura di 0°C lungo tutta la sua altezza (tipicamente in primavera), è da debolmente umido a fradicio. Se la temperatura della neve è inferiore a 0°C, il manto è asciutto (come nell’esempio).

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