La strage dei jumper e le colpe dei social

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Da un’inchiesta di Giampaolo Visetti nelle pagine del quotidiano La Republica è emerso per i jumper estremi qualcosa di diverso e nuovo rispetto alle tante tradizionali maniere di rischiare la pelle per provare un’emozione forte. Qualcosa che era emerso anche da un’inchiesta del quotidiano Denverpost (ripresa il 18 ottobre 2016 da mountcity.it) che annunciava la presa di posizione di alcuni istruttori americani sull’influenza dei social media nel comportamento di chi pratica sport estremi. Sull’argomento torna nella sua rubrica L’amaca il 19 ottobre Michele Serra precisando che “questo qualcosa di diverso e nuovo è riassunto alla perfezione nelle parole del jumper Di Palma: ‘Se non ci fossero i social, il 90% di noi farebbe altro”. Ovvero: ci si lancia solo a patto che questa esperienza estrema (e solitaria) possa avere un … [per continuare a leggere, fai clic sull’immagine o sul link qui in basso]

Fonte: MountCity

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